Classifica dei tifosi della Serie A - Girone di andata 2011 - 2012
- 26/01/2012 @ 14:33
Da meno di una settimana è finito il girone d'andata del campionato di calcio di Serie A 2011-2012 e, puntuali come sempre, pubblichiamo la tanto attesa classifica per numero di tifosi, un appuntamento giunto ormai all'ottavo anno. Si tratta ... Continua...
Da meno di una settimana è finito il girone d'andata del campionato di calcio di Serie A 2011-2012 e, puntuali come sempre, pubblichiamo la tanto attesa classifica per numero di tifosi, un appuntamento giunto ormai all'ottavo anno. Si tratta di una ricerca di mercato consolidata e matura, oltre ad essere, probabilmente, quella svolta da più tempo nel settore.
Pubblichiamo i soli dati percentuali, e senza commento: da qualche anno questa ricerca di mercato è a pagamento; per saperne di più cliccate qui. Ordinate la vostra copia del rapporto, con ampi commenti e tabelle secondo tutte le principali discriminanti sociodemografiche (nazionali e regionali), le diverse tipologie di tifosi, l'entità numerica degli stessi (non le sole percentuali). Pur senza commentare ci sembra infatti giusto puntualizzare che, nella tabella sottostante, vedrete come totale sempre 100%; attenzione, questo 100% è dato dalla somma dei tifosi di tutte le squadre quell'anno in A, così che ad una percentuale in crescita per una squadra, non sempre corrisponde un aumento del numero di tifosi, e viceversa.
Per chiarire: se la squadra Z ha 10X tifosi su un totale di 100X tifosi di tutte le squadre quell'anno in serie A, nella tabella leggerete 10% alla percentuale dei tifosi di quella squadra, e 100% al totale tifosi. Poniamo che l'anno successivo la stessa squadra non cambi il numero di tifosi, quindi semmpre 10X, ma il totale tifosi della serie A scenda a 80X (squadre importanti sono retrocesse e secondarie sono salite, c'è uno scandalo scommesse che allontana i tifosi, ecc.), nella tabella leggerete 12,5% alla percentuale dei tifosi della squadra, e sempre 100% al totale tifosi. In altri termini, guardando la tabella avrete erroneamente l'impressione di un andamento, in realtà inesistente, del numero di tifosi. Quindi, attraverso questa tabella con le sole percentuali, è corretto solamente leggere i dati anno per anno! Facit: l'unico modo per leggere le variazioni di anno in anno dei tifosi è attraverso il rapporto finale, a pagamento, che riporta, tra l'altro, il numero dei tifosi.
Da questo link è possibile scaricare una copia esemplificativa del rapporto (datata e con molti dati assenti o camuffati) diffusa a puro titolo esemplificativo di cosa contiene la ricerca completa, per andare incontro a chi intende acquistarla e vuole una prima idea di massima di cosa riceverà.  Questa tabella può essere liberamente pubblicata, purché integralmente così com'è. I singoli dati anche, purché venga riportato che si tratta di un estratto, e venga sempre citata la fonte: "Studio Grizzaffi - Cercom Consulting" ed il link "www.ricerchedimercato.it". 
Aspettative qualità della vita ad un anno - Crollo dell'indice
- 09/01/2012 @ 11:25
Dicembre. A dicembre abbiamo assistito al crollo dell'Indice Cercom sulle aspettative per la qualità della vita ad un anno, che con 58,9 infrange ogni record negativo, costringendoci ad ampliare verso il basso la scala valori nella tabella r ... Continua...
Dicembre. A dicembre abbiamo assistito al crollo dell'Indice Cercom sulle aspettative per la qualità della vita ad un anno, che con 58,9 infrange ogni record negativo, costringendoci ad ampliare verso il basso la scala valori nella tabella rappresentativa dell'andamento. Tra dicembre 2010 e dicembre 2011 l'indice ha perso ben 43,2 punti.
E' successo che, dopo un breve rallentamento della discesa dell'indice, dovuta al subentro del Governo Monti, i cittadini si sono resi conto che, in realtà, il nuovo Governo ha soprattutto portato nuovi sacrifici quasi esclusivamente ai ceti da basso a medio, ma nessun miglioramento concreto a livello internazionale (il famigerato "spread", cioè quello che negli anni '80-'90 si chiamava "la forbice").
La prospettiva che un'uscita dall'Euro sia inevitabile/auspicabile riguarda oramai quasi il 55% dei cittadini.
Infine cogliamo l'occasione della chiusura dell'ottavo anno di rilevazione per rispondere a due domande che negli anni ci sono state ripetutamente poste: 1. Perché per indice 100 è stato preso gennaio 2004? 2. L'indicizzazione al gennaio 2004 è significativa?
Risposte: 1. Perché la rilevazione dell'indice è iniziata nel gennaio 2004. 2. A prescindere che è relativamente indifferente iniziare da un mese con valori alti, medi o bassi (dopo qualche mese/anno sarà comunque evidente l'asse medio attorno al quale si sviluppa l'andamento mensile), casualmente gennaio 2004 è stato effettivamente un mese molto nella media: noi lo poniamo uguale a 100, mentre secondo la media degli otto anni di rilevazione è pari a 96.9. Se poi non consideriamo il crollo atipico degli ultimi mesi, arriviamo a livelli prossimi al 99%. Questo è solo un breve e sommario estratto di un'ampia e dettagliata ricerca di mercato a pagamento.
 Cliccare sull'immagine per ingrandirla. Gli ultimi 12 mesi:
- Gennaio 2011 (100,1): le indicazioni economiche, che dopo Grecia e Irlanda fanno trasparire (in lontananza) l'Italia come una candidata al tracollo economico, deprimono fortemente l'indice, anche se nessuno ci crede veramente. Le vicende del Premier (caso Ruby), che gli fanno toccare il più basso indice di gradimento (vedere articolo sull'apposito indice), contribuiscono non poco a deprimere ulterioprmente le aspettative.
- Febbraio 2011 (102,9): due elementi contribuiscono a questo ottimismo: 1°. il governo ritrova la propria stabilità; 2°. (paradossalmente) la decisone con cui tutti gli indicatori, nazionali e internazionali, posizionano l'Italia al più basso livello di crescita tra le maggiori nazioni industrializzate, che "fa mettere l'animo in pace" agli italiani, che sanno che l'economia comunque crescerà, poco ma crescerà.
- Marzo 2011 (100): è un mese nero (si fa per dire) per l'apprezzamento del governo, ed anche se non ci sono in vista cambiamenti, l'indice scende. L'aumento delle accise sulla benzina fa il resto.
- Aprile 2011 (100,9): nessuna novità (o meglio tante novità e non-novità marginali) e l'indice continua a rimbalzare su quota 100.
- Maggio 2011 (99,6): a livello di indicatori economici non è cambiato praticamente niente, e si continua a navigare in una mediocrità che mese dopo mese ci fa perdere posizioni tra le nazioni industrializzate. Quello che deprime è soprattutto il dubbio sulla saldezza della maggioranza, la sua capacità (fa poco o niente) e possibilità (numerica) di governare.
- Giugno 2011 (98,8): la recrudescenza della crisi greca, le incertezze sul Governo ed i litigi al suo interno, la prospettiva di un declassamento del rating delle banche italiane, producono solo una "misera" discesa di 0,8 punti: la crisi dura oramai da anni, e, "per la propria salute mentale" oltre che economica, prevale tra gli italiani la convinzione che ad un anno tanto peggio non potrà andare.
- Luglio 2011 (96,5): è ormai chiaro che l'Italia è stata presa di mira dalla speculazione internazionale. I cittadini temono contemporaneamente una manovra "punitiva" e che il Governo sottovaluti il problema.
- Agosto 2011 (94,1): continua la discesa, favorita dalla crisi economica internazionale, che vede nell'Italia uno degli anelli deboli su cui speculare. L'approccio dilettantesco del Governo, con manovre annunciate, "approvate" internazionalmente, poi cambiate anche radicalmente con cadenza quasi giornaliera, levano molte speranze ai cittadini, e l'indice Cercom sulle aspettative sulla qualità della vita ad un anno scende a 94,1: esattamente 15 punti in meno rispetto all'agosto 2010.
- Settembre 2011 (89,9): la crisi economica internazionale, e le conseguenti speculazioni finanziarie, continuano a tenere sotto pressione l'Italia, Ciò che demoralizza maggiormente gli italiani è: l'incapacità dimostrata dal governo di gestire in modo professionale la crisi; lo scarso rispetto e autorevolezza di cui "godiamo" in ambito internazionale; un Premier che sembra sempre più preso da questioni strettamente personali, che non invitano al rispetto; l'evidente frattura tra il Premier ed il Ministro Tremonti, così come i dissidi interni al PdL e alla Lega.
- Ottobre 2011 (80,1):Con 80,1 l'Indice fa registrare il secondo peggiore risultato di sempre: in un solo anno ha perso oltre il 25%, l'11% nell'ultimo mese. L'economia sotto attacco internazionale ed il Governo incapace di agire o di farsi da parte per dare spazio ad altri più capaci, lasciano poche speranze.
- Novembre 2011 (78,2): record negativo da quando l'indice è stato istituito. Questo risultato è frutto di un "pessimismo nero", legato al vecchio Governo, ed un discreto ottimismo legato ai primi giorni del nuovo Governo (fenomeno, questo, assolutamente usuale ed abbastanza indipendente da chi arriva al Governo). Da segnalare come in un anno l'indice abbia perso 26,6 punti, o, in altri termini, come sia stato "bruciato" oltre 1/4 dell'ottimismo degli italiani.
- Dicembre 2011 (58,9): l'indice ha perso ben 43,2 punti. Dopo una breve ventata di fiducia, dovuta al subentro del Governo Monti, i cittadini si sono resi conto che, in realtà, il nuovo Governo ha soprattutto portato nuovi sacrifici quasi esclusivamente ai ceti da basso a medio, ma nessun miglioramento concreto a livello internazionale (il famigerato "spread"). E la prospettiva che un'uscita dall'Euro sia inevitabile/auspicabile riguarda oramai quasi il 55% dei cittadini.

Buone Feste!
- 19/12/2011 @ 14:43
Buon Natale e felice 2012 a tutti! ... Continua...
Aspettative qualità della vita ad un anno - Record negativo
- 13/12/2011 @ 15:43
Novembre. Con 78,2 l'Indice Cercom sulle aspettative sulla qualità della vita ad un anno fa registrare il proprio record negativo da quando è stato istituito, nel gennaio 2004. Questo risultato è frutto di un "pessimismo nero", legato al vec ... Continua...
Novembre. Con 78,2 l'Indice Cercom sulle aspettative sulla qualità della vita ad un anno fa registrare il proprio record negativo da quando è stato istituito, nel gennaio 2004. Questo risultato è frutto di un "pessimismo nero", legato al vecchio Governo, ed un discreto ottimismo legato ai primi giorni del nuovo Governo (fenomeno, questo, assolutamente usuale ed abbastanza indipendente da chi arriva al Governo). Da segnalare che gli ultimi giorni del Governo Berlusconi avevano "accompagnato" l'indice sotto quota 74.
In un anno sono stati "persi" dall'indice quasi 27 punti. Questo è solo un breve e sommario estratto di un'ampia e dettagliata ricerca di mercato a pagamento.
Cliccare sull'immagine per ingrandirla. Gli ultimi 12 mesi:
- Dicembre 2010 (102,1): tra una canzone natalizia e l'altra i cittadini apprendono che la crisi è tutt'altro che superata, e l'Italia è in difficoltà, non solo per la ripresa, ma anche per la tenuta economica del Paese.
- Gennaio 2011 (100,1): le indicazioni economiche, che dopo Grecia e Irlanda fanno trasparire (in lontananza) l'Italia come una candidata al tracollo economico, deprimono fortemente l'indice, anche se nessuno ci crede veramente. Le vicende del Premier (caso Ruby), che gli fanno toccare il più basso indice di gradimento (vedere articolo sull'apposito indice), contribuiscono non poco a deprimere ulterioprmente le aspettative.
- Febbraio 2011 (102,9): due elementi contribuiscono a questo ottimismo: 1°. il governo ritrova la propria stabilità; 2°. (paradossalmente) la decisone con cui tutti gli indicatori, nazionali e internazionali, posizionano l'Italia al più basso livello di crescita tra le maggiori nazioni industrializzate, che "fa mettere l'animo in pace" agli italiani, che sanno che l'economia comunque crescerà, poco ma crescerà.
- Marzo 2011 (100): è un mese nero (si fa per dire) per l'apprezzamento del governo, ed anche se non ci sono in vista cambiamenti, l'indice scende. L'aumento delle accise sulla benzina fa il resto.
- Aprile 2011 (100,9): nessuna novità (o meglio tante novità e non-novità marginali) e l'indice continua a rimbalzare su quota 100.
- Maggio 2011 (99,6): a livello di indicatori economici non è cambiato praticamente niente, e si continua a navigare in una mediocrità che mese dopo mese ci fa perdere posizioni tra le nazioni industrializzate. Quello che deprime è soprattutto il dubbio sulla saldezza della maggioranza, la sua capacità (fa poco o niente) e possibilità (numerica) di governare.
- Giugno 2011 (98,8): la recrudescenza della crisi greca, le incertezze sul Governo ed i litigi al suo interno, la prospettiva di un declassamento del rating delle banche italiane, producono solo una "misera" discesa di 0,8 punti: la crisi dura oramai da anni, e, "per la propria salute mentale" oltre che economica, prevale tra gli italiani la convinzione che ad un anno tanto peggio non potrà andare.
- Luglio 2011 (96,5): è ormai chiaro che l'Italia è stata presa di mira dalla speculazione internazionale. I cittadini temono contemporaneamente una manovra "punitiva" e che il Governo sottovaluti il problema.
- Agosto 2011 (94,1): continua la discesa, favorita dalla crisi economica internazionale, che vede nell'Italia uno degli anelli deboli su cui speculare. L'approccio dilettantesco del Governo, con manovre annunciate, "approvate" internazionalmente, poi cambiate anche radicalmente con cadenza quasi giornaliera, levano molte speranze ai cittadini, e l'indice Cercom sulle aspettative sulla qualità della vita ad un anno scende a 94,1: esattamente 15 punti in meno rispetto all'agosto 2010.
- Settembre 2011 (89,9): la crisi economica internazionale, e le conseguenti speculazioni finanziarie, continuano a tenere sotto pressione l'Italia, Ciò che demoralizza maggiormente gli italiani è: l'incapacità dimostrata dal governo di gestire in modo professionale la crisi; lo scarso rispetto e autorevolezza di cui "godiamo" in ambito internazionale; un Premier che sembra sempre più preso da questioni strettamente personali, che non invitano al rispetto; l'evidente frattura tra il Premier ed il Ministro Tremonti, così come i dissidi interni al PdL e alla Lega.
- Ottobre 2011 (80,1):Con 80,1 l'Indice fa registrare il secondo peggiore risultato di sempre: in un solo anno ha perso oltre il 25%, l'11% nell'ultimo mese. L'economia sotto attacco internazionale ed il Governo incapace di agire o di farsi da parte per dare spazio ad altri più capaci, lasciano poche speranze.
- Novembre 2011 (78,2): record negativo da quando l'indice è stato istituito. Questo risultato è frutto di un "pessimismo nero", legato al vecchio Governo, ed un discreto ottimismo legato ai primi giorni del nuovo Governo (fenomeno, questo, assolutamente usuale ed abbastanza indipendente da chi arriva al Governo). Da segnalare come in un anno l'indice abbia perso 26,6 punti, o, in altri termini, come sia stato "bruciato" oltre 1/4 dell'ottimismo degli italiani.

Federalismo: a vantaggio del solo Nord e fregatura per il Sud?
- 29/11/2011 @ 17:10
La Lega ed il Sud (il federalismo 5)Quello che chiudiamo oggi, con oltre 6000 risposte, è il 5° di una serie di sondaggi online svolti sul federalismo. I precedenti sono consultabili qui: 1 (2004), 2 (2004), 3 (2005) e 4 (2009).Prima di pass ... Continua...
La Lega ed il Sud (il federalismo 5)
Quello che chiudiamo oggi, con oltre 6000 risposte, è il 5° di una serie di sondaggi online svolti sul federalismo. I precedenti sono consultabili qui: 1 (2004), 2 (2004), 3 (2005) e 4 (2009).
Prima di passare all'analisi dei risultati, vogliamo sottolineare come, in realtà, il sondaggio parli di federalismo della Lega (come spesso accade in questi casi) e non di federalismo in genere, che a volte può essere anche molto diverso da quello leghista di cui siamo abituati a discutere.
Il federalismo voluto dalla Lega può essere una legge a vantaggio del solo Nord ed una fregatura per il Sud? - Solamente l'1,7% dei partecipanti al sondaggio non è mai stato sfiorato da questo dubbio.
- Per il 42,3% in effetti si tratta, con diverse sfumature, di vantaggi essenzialmente per il Nord.
- Il 56% punta deciso su una fregatura per il Sud.
Riassumendo: il federalismo voluto dalla Lega è decisamente pro-Nord per il 98,3% dei partecipanti al sondaggio. A questo punto la domanda è: perché per i parlamentari meridionali o del centro non è così? Le possibilità sono due: - o non sono riusciti a spiegare ai cittadini del Centro-Sud cosa sia realmente il federalismo leghista
- o stanno "svendendo" la propria terra alla Lega pur di avere i suoi voti in Parlamento.
Prima di chiudere riteniamo di dover sottolineare come il 25,5% degli intervistati dichiari che "il Sud vive da 150 anni alle spalle del Nord": difficile dire se si tratti di verità vestita da stupidaggine o stupidaggine vestita da realtà. Quello che sappiamo (per altre ricerche effettuate) è che questa visione proviene quasi esclusivamente dal Nord (indifferentemente da cittadini di origine meridionale o meno!), mentre trova prevalentemente contrari i meridionali che continuano ad abitare al Sud. --------------------------------------- Per concludere va come sempre ricordato come i sondaggi online free presenti su questo sito abbiano valore puramente indicativo, in quanto il campione non è stato selezionato secondo criteri socio-demografici di rappresentatività della popolazione. Se desiderate un sondaggio o una ricerca di mercato sicuramente rappresentativi, contattateci per uno studio ad hoc. 
Aspettative qualità della vita ad un anno - Sempre più giù
- 11/11/2011 @ 17:07
Ottobre. Con 80,1 l'Indice Cercom sulle aspettative sulla qualità della vita ad un anno fa registrare il secondo peggiore risultato di sempre: in un anno ha perso oltre il 25%, l'11% solamente nell'ultimo mese. L'economia sotto attacco inter ... Continua...
Ottobre. Con 80,1 l'Indice Cercom sulle aspettative sulla qualità della vita ad un anno fa registrare il secondo peggiore risultato di sempre: in un anno ha perso oltre il 25%, l'11% solamente nell'ultimo mese. L'economia sotto attacco internazionale ed il Governo incapace di agire o di far spazio ad altri più capaci, lasciano poche speranze.
Non ci sono prospettive che possano invogliare ad un qualche ottimismo, e l'indice crolla. Questo è solo un breve e sommario estratto di un'ampia e dettagliata ricerca di mercato a pagamento.
Cliccare sull'immagine per ingrandirla. Gli ultimi 12 mesi:
- Novembre 2010 (104,8): tutti gli organi economico-finanziari internazionali e e nazionali mettono l'Italia in coda per la ripresa, molto lontana dalle altre "grandi" nazioni. Sale la disoccupazione, diminuiscono le esportazioni, tiene la spesa interna.
- Dicembre 2010 (102,1): tra una canzone natalizia e l'altra i cittadini apprendono che la crisi è tutt'altro che superata, e l'Italia è in difficoltà, non solo per la ripresa, ma anche per la tenuta economica del Paese.
- Gennaio 2011 (100,1): le indicazioni economiche, che dopo Grecia e Irlanda fanno trasparire (in lontananza) l'Italia come una candidata al tracollo economico, deprimono fortemente l'indice, anche se nessuno ci crede veramente. Le vicende del Premier (caso Ruby), che gli fanno toccare il più basso indice di gradimento (vedere articolo sull'apposito indice), contribuiscono non poco a deprimere ulterioprmente le aspettative.
- Febbraio 2011 (102,9): due elementi contribuiscono a questo ottimismo: 1°. il governo ritrova la propria stabilità; 2°. (paradossalmente) la decisone con cui tutti gli indicatori, nazionali e internazionali, posizionano l'Italia al più basso livello di crescita tra le maggiori nazioni industrializzate, che "fa mettere l'animo in pace" agli italiani, che sanno che l'economia comunque crescerà, poco ma crescerà.
- Marzo 2011 (100): è un mese nero (si fa per dire) per l'apprezzamento del governo, ed anche se non ci sono in vista cambiamenti, l'indice scende. L'aumento delle accise sulla benzina fa il resto.
- Aprile 2011 (100,9): nessuna novità (o meglio tante novità e non-novità marginali) e l'indice continua a rimbalzare su quota 100.
- Maggio 2011 (99,6): a livello di indicatori economici non è cambiato praticamente niente, e si continua a navigare in una mediocrità che mese dopo mese ci fa perdere posizioni tra le nazioni industrializzate. Quello che deprime è soprattutto il dubbio sulla saldezza della maggioranza, la sua capacità (fa poco o niente) e possibilità (numerica) di governare.
- Giugno 2011 (98,8): la recrudescenza della crisi greca, le incertezze sul Governo ed i litigi al suo interno, la prospettiva di un declassamento del rating delle banche italiane, producono solo una "misera" discesa di 0,8 punti: la crisi dura oramai da anni, e, "per la propria salute mentale" oltre che economica, prevale tra gli italiani la convinzione che ad un anno tanto peggio non potrà andare.
- Luglio 2011 (96,5): è ormai chiaro che l'Italia è stata presa di mira dalla speculazione internazionale. I cittadini temono contemporaneamente una manovra "punitiva" e che il Governo sottovaluti il problema.
- Agosto 2011 (94,1): continua la discesa, favorita dalla crisi economica internazionale, che vede nell'Italia uno degli anelli deboli su cui speculare. L'approccio dilettantesco del Governo, con manovre annunciate, "approvate" internazionalmente, poi cambiate anche radicalmente con cadenza quasi giornaliera, levano molte speranze ai cittadini, e l'indice Cercom sulle aspettative sulla qualità della vita ad un anno scende a 94,1: esattamente 15 punti in meno rispetto all'agosto 2010.
- Settembre 2011 (89,9): la crisi economica internazionale, e le conseguenti speculazioni finanziarie, continuano a tenere sotto pressione l'Italia, Ciò che demoralizza maggiormente gli italiani è: l'incapacità dimostrata dal governo di gestire in modo professionale la crisi; lo scarso rispetto e autorevolezza di cui "godiamo" in ambito internazionale; un Premier che sembra sempre più preso da questioni strettamente personali, che non invitano al rispetto; l'evidente frattura tra il Premier ed il Ministro Tremonti, così come i dissidi interni al PdL e alla Lega.
- Ottobre 2011 (80,1):Con 80,1 l'Indice fa registrare il secondo peggiore risultato di sempre: in un solo anno ha perso oltre il 25%, l'11% nell'ultimo mese. L'economia sotto attacco internazionale ed il Governo incapace di agire o di farsi da parte per dare spazio ad altri più capaci, lasciano poche speranze

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